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Dire di No agli altri per dire di Sì a se stessi

Ti è mai capitato di sentirti in gabbia con persone della tua famiglia, o con amici o con colleghi quando non sei riuscito a dire di No a delle loro richieste? In genere capita a tutti almeno una volta nella vita!

E a tutti capita che non dicono di No per non sentirsi poi in colpa. E allora sopportano, fanno fanno fanno, finché arriva il giorno in cui gli si blocca la schiena o arriva  bruciore di stomaco o tachicardia o altri disagi psicofisici.

Ma molto spesso continuano nello stesso schema perché il senso di colpa nel dire di No è troppo doloroso e ingestibile.

Ti sei mai chiesto cosa succederebbe se cominciassi a dire più spesso di Sì a te stesso, dicendo di No agli altri?

Si chiama “Comfort Zone“, ovvero Zona di comfort, quello spazio energetico in cui ci siamo abituati a vivere e in cui ci sentiamo approssimativamente a nostro agio. Superata la Zona di comfort, iniziamo a sopravvivere ovvero a sforzarci di farcela.

Molto spesso si consiglia una cosa del genere: “Uscire dalla zona di comfort” per “rompere i confini”. Ma spessissimo le persone non escono dalla loro zona di comfort perché non sanno quali sono i loro confini e neanche quelli degli altri. E conseguentemente non rispettano né i propri confini né quelli degli altri né permettono agli altri di rispettare i propri confini.

Addirittura molte persone non sanno neanche che cosa sono i confini.

I confini sono semplicemente delle aree energetiche oltre le quali viviamo  resistendo agli eventi.

Ma uscire dalla propria Zona di Comfort non significa risolvere lo schema. Molto spesso si esce dalla zona di comfort anche con reattività e questo non porta evoluzione ma al massimo rivoluzione.

Il passaggio evolutivo sta nel saper espandere la propria zona di comfort, ampliando i propri confini, laddove li riconosciamo. E per ampliare i propri confini è necessario educarsi ad andare oltre quella che noi chiamiamo “resistenza“.

Resistere nelle situazioni della vita può portare evoluzione ma al caro costo del sacrificio.

Nel ThetaHealing possiamo fare la differenza imparando a trasformare gli atteggiamenti di resistenza in atteggiamenti di resilienza, ovvero la capacità di cavalcare le esperienze della vita, senza sforzarci, ma traendo comunque beneficio con leggerezza dall’esperienza che stiamo vivendo.

E questo significa ampliare la propria Zona di comfort.

Immaginate una persona che ha paura dell’acqua. Potrebbe evitare di fare un bagno al mare al largo oppure un giorno esce dalla propria zona di comfort e decide di farsi un lungo bagno al mare. Questa potrebbe essere una soluzione. Ma quanto sta sfidando il trauma (insito nella paura dell’acqua) piuttosto che trasformarlo?

Con il ThetaHealing si può fare un lavoro accurato per rintracciare il trauma primario, risolvendo i conseguenti drammi  inerenti la paura dell’acqua e con dolcezza si può prendere confidenza con l’acqua fino ad acquisire coraggio e audacia nel fare un lungo bagno al mare al largo.

Questo significa ampliare la propria zona di comfort, senza creare rivoluzione quanto piuttosto una Ri-Evoluzione.

Ma tutto questo cosa c’entra con il non saper dire di No agli altri per saper dire di Sì a se stessi?

C’entra semplicemente perché se non riconosco la mia Zona di Comfort e non la so ampliare, dirò più spesso di Sì agli altri -anche controvoglia – proprio per arrivare al punto di  esplodere per uscire dalla mia Zona di Comfort. Ecco il  non saper dire di No.

Come nel film interpretato da Jim Carrey: Yes man, ti piacerebbe conoscere quello stato di libertà in cui dicendo di No a qualcuno, ti accorgi che stai dicendo Sì dici a te stesso, amandoti, stimandoti e onorandoti?

Nicoletta Ferroni

info@nicolettaferroni.it

 

 

 

Comments 2

  1. froleprotrem
    Novembre 11, 2020

    I am glad to be one of several visitants on this outstanding site (:, regards for posting.

    1. admin
      Novembre 11, 2020

      Thanks a lot!

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