Quando il ThetaHealing® non funziona

A quale thetahealer non è mai arrivato un cliente in seduta in crisi acuta che chiede, anzi, implora: “Ti prego fai tutto quello che vuoi, ma liberami da questo incubo. Ti do il permesso su tutto”?

O che alla mia domanda “su cosa vuoi che ci concentriamo oggi?” risponde: “non lo so, vedi tu.”?

Oppure: “fammi una lettura su come sta lui/lei” o ancora più frequentemente negli ultimi tempi: “guardami la verità su tizio, caio o sempronio.”

Insegno dal 1991 ancor prima di aver incontrato il ThetaHealing® (nel 2004), e Vianna Stibal nel 2009, ma mai come in questa tecnica ho incontrato gente che la scambia per test della verità o per conoscere il futuro o per parlare con i defunti.

Sono grata a coloro che mi hanno cercata anche per questo come loro operatrice  e insegnante, ma non vendo lucciole per lanterne e sono per natura onesta nel dire quello che posso fare per gli altri. Talmente onesta che alcuni  poi preferiscono a me altri operatori e insegnanti più seduttivi.

Ma finché non sarà chiaro che il ThetaHealing® non è solo una tecnica, ma molto di più, ovvero: una disciplina olistica introspettiva per guardarsi e sentirsi dentro, attraverso l’arte di scendere in profondità nella ricchezza del nostro preconscio-subconscio-inconscio, non amo definirmi una ThetaHealer®. E sapete perché?

Se crediamo che nel ThetaHealing® non siamo noi a fare nessuna guarigione, ma siamo solo testimoni, definirmi thetahealer significherebbe definirmi una guaritrice, che non sono.

Dopo aver conseguito a Dubai il Certificate of Science, il massimo grado conseguibile nel ThetaHealing®, mi ritengo piuttosto un’amante di questa disciplina che, nella mia esperienza, solo dopo alcuni “corsi insegnanti” di un certo calibro, può essere com-presa nella sua densità intrinseca.

So che alcuni insegnanti dei moduli base, che forse mi leggeranno, potrebbero già ritenersi completi nelle loro conoscenze. Lo ero anch’io qualche anno fa, quando non ero neanche ancora Master in ThetaHealing®.

Il Theta dà grandi espansioni di coscienza. E alcuni si fermano molto prima di andare avanti proprio perché la loro coscienza ha bisogno di tempi di assestamento. Ma se si raggiunge l’umiltà di darsi tempo lineare per aspettare tempi in cui si riesce ad accettare che la propria coscienza si espanda oltre limiti inimmaginabili, si può arrivare a una conoscenza del ThetaHealing® oltre l’opinione comune di chi la conosce o la pratica da poco.

Perché?

Perché finché troveremo persone che confondono il ThetaHealing® per una tecnica mentale, significa che non avremo fatto il massimo per diffonderla come una grande filosofia pratica di vita in tutte le dimensioni.

Non starò qui a raccontare in cosa consiste uno scavo Theta, perché l’ho già scritto in altre sedi.

Il mio intento nello scrivere questo articolo è ricordare a tutti che se avete fatto un’esperienza di ThetaHealing®, e secondo voi non ha funzionato, queste sono le possibilità:

  1. non avete dato consenso a quello che vi è stato proposto di lavorarvi;
  2. non vi è stato chiesto il consenso ed è quindi stato violato il vostro libero arbitrio quindi le parti più recondite del vostro inconscio si sono ribellate;
  3. il thetahealer non era un thetahealer in continuo aggiornamento;
  4. il thetahealer quel giorno non aveva voglia di scavare a fondo (forse la vostra tematica non se l’era mai lavorata su se stesso o non sapeva di averla neanche lui stesso da lavorarsi)
  5. non avete chiesto di lavorare su una tematica “scottante” per cui cercavate una soluzione  e avete girato intorno ad altre tematiche più soft.

 

Poi esiste un’altra dinamica molto sconfortante per cui molti si allontanano dal ThetaHealing®.

I rilasci violenti in cui dopo gli scavi accadono cose sconvolgenti nella vita delle persone che hanno ricevuto uno scavo.

Ho sentito di persone che hanno fatto incidenti stradali o cose assai forti, dopo aver lavorato con un thetahealer.

Questo fenomeno può accadere senza che avvengano drammi, ma se avviene qualcosa di dannoso nella vita privata, può dipendere da una serie di indelicatezze come le seguenti:

  1. il thetahealer  o il cliente non aveva chiara l’idea imprenscindibile che nel ThetaHealing® si lavora SOLO con l’Amore Incondizionato e che in nome di questa essenza dell’esistenza non possono avvenire catastrofi  nella vita delle persone;
  2. se avviene questo, purtroppo il thetahealer crede di lavorare con l’Amore incondizionato del settimo piano d’esistenza, ma è altresì connesso all’energia del sesto piano o addirittura del quarto piano d’esistenza;
  3. oppure il thetahealer può essere incastrato in patti/giuramenti del quinto piano d’esistenza che lo tengono ancorato ad antiche sofferenze e sacrifici;
  4. entrambe le situazioni citate nel punto 2/3 possono avvenire frequentemente anche al cliente che per risonanza può risvegliare nel thetahealer antichi servigi dati in vite parallele ad abitanti del quarto piano d’esistenza.

 

Per chi ne volesse sapere di più rimando a prossimi articoli che sto per pubblicare sull'”Etica del ThetaHealer“.

(Se sei interessato, puoi iscriverti alla mia newsletter, contattandomi a info@nicolettaferroni.it)

TI RINGRAZIO PER AVERMI LETTO E TI SALUTO CON GIOIA!

Nicoletta Ferroni

www.thetafeeling.it

www.nicolettaferroni.it

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